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Maroni e l’autunno caldo della contestazione giovanile

Vecchio testo della legge 152/1975 c.d. "Legge Reale"    Nuovo testo della legge 152/1975 c.d. "Legge Reale"

Di fronte ai gravi fatti di sabato a Roma, chiunque abbia a cuore lo stato di diritto e la democrazia si troverà sicuramente d’accordo con una più incisiva azione delle forze dell’ordine in materia di ordine pubblico durante le manifestazioni di piazza.

Come ho già scritto, i fautori dei disordini non sono da ricondursi a nessuna ideologia, bensì a formazioni estranee al mondo civile e che devono essere isolate e combattute. Su questo non ho dubbi. I dubbi sorgono quando vengono proposti provvedimenti che richiamano alla mente la legge Reale per far fronte ai disordini provocati dai teppisti. Legge che era stata introdotta per fronteggiare il terrorismo ma che, in quindici anni provocò la morte di 254 persone e il ferimento di altre 371. (vedi tabella uno)

La legge Reale prevedeva:

Articolo 14 la possibilità per le forze dell’ordine di usare le armi qualora si rendesse necessario.

Articolo 3 il fermo preventivo di 96 ore anche in assenza di flagranza di reato.

Articolo 5 il divieto dell’uso del casco o qualsiasi cosa che impediva il riconoscimento della persona.

La legge venne modificata a più riprese per essere, alla fine, superata dalla legge Pisanu del 2005.

Per Maroni ,però, non è necessario fare leggi speciali, ma norme specifiche (quali?) atte a permettere alle forze dell’ordine di individuare e fermare prima della manifestazione i possibili sospetti. Il che  lascia presagire interventi atti a colpire non solo i criminali ma quanti, nell’esercizio del loro pensiero, risulteranno sospetti al potere costituito e non alla società civile. Se la lotta a quelle forze che operano al di fuori del mondo civile e nella clandestinità è lecita, non lo è nella misura in cui andrà a prendere di mira anche coloro che operano nella legalità ma critiche al potere costituito.

Inoltre, il potere costituito, di fronte a eventi negativi, usa il vecchio sistema della repressione, e non solo dei violenti ma anche di coloro che vorrebbero esprimersi in piazza pacificamente. Al riguardo, è significativa la decisione del sindaco di Roma che proibisce i cortei, limitando le manifestazioni alle sole piazze, per un mese – come a dire che in un mese si sconfiggeranno le forze eversive.

Una novità dei provvedimenti sembra essere quella di far pagare una quota anticipata che copra in anticipo eventuali danni. Questo, più che un provvedimento per evitare disordini, servirebbe a evitare la manifestazione stessa; è molto improbabile che un movimento come quello degli indignati, nato e promosso su internet e senza un’organizzazione adeguata, possa riuscire a raccogliere soldi.

Un’altra novità(?) è quella di poter fermare e arrestare quanti vengono trovati in possesso di un kit da guerriglia, ovvero, strumenti che possono mascherare l’identità e di offesa cioè armi improprie. Ma questa legge esiste già; chiunque venga fermato con strumenti di offesa come mazze, chiavi inglesi ecc. in prossimità di eventi di massa può essere arrestato.

Il problema riguarderà anche l’applicazione di queste nuove (?) regole. Chi ci garantirà che verranno applicate solo ai facinorosi e non anche ai manifestanti pacifici?  

L’uso di strumenti simili   sono alquanto pericolosi perché porteranno facilmente ad abusi illiberali senza che nessuno possa intervenire perché, le forze dell’ordine, rispondono solo al ministero. E, comunque, anche qualora si arrivasse a denuncie contro arresti preventivi o uso improprio di armi, avranno sempre la legge dalla loro parte.

Tutto questo per non affrontare responsabilmente la questione; è più facile e meno impegnativo tagliare la testa al toro piuttosto che affrontare il problema cercando di sfruttare le leggi esistenti o modificarle la dove è possibile.

Che non si possa andare in luoghi pubblici col volto coperto è già oggi proibito; basterebbe estenderlo a ogni evento.

Se il criminale può essere arrestato anche dopo 48 ore dal fatto; basta estenderlo anche a coloro che agiscono dietro la copertura di eventi sociali; distruggere auto o incendiare o aggredire è, in ogni caso, un atto criminale.

Prevenire si può anche durante la formazione dei cortei senza fermare giorni prima coloro che si ritengono sospetti; basta controllare chi entra nei cortei e lungo il percorso; è meglio blindare un corteo che rischiare il caos che, comunque, va sempre a discredito degli organizzatori.

Certo, per fare ciò, le forze dell’ordine hanno bisogno di mezzi; basterebbe non tagliare i finanziamenti.

Si parla di pene più severe, giusto! A patto che vengano condannati i colpevoli di reati e non di opinione.

Per fare questo non c’è bisogno di nuove leggi, anzi … quelle esistenti bastano e avanzano.

Dato quello che pensano di fare dopo Roma, viene ovvia una domanda: a Roma si era previsto l’arrivo dei gruppi violenti. Perché non si è intervenuti subito a isolarli?

Si da la colpa alle leggi ma le leggi esistono già, basta applicarle o, eventualmente, migliorarle. No! non c’è proprio bisogno di nuove leggi. A meno che non si voglia sfruttare la situazione per fermare un movimento che, vista la situazione economica e il disagio sempre più frequente dei giovani, dei lavoratori, dei pensionati e delle famiglie, rischia di innescare un processo generale di contestazione alla politica attuale.

Pubblicato il 19/10/2011 alle 11.20 nella rubrica società.

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