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NOIELASOCIETA NUOVO BLOG DI VERDUCCI FRANCESCO: società, poesie e racconti
La lega nord e il dopo Berlusconi.
post pubblicato in Lega, il 12 novembre 2011

 Lalega nord non intende sostenere il governo tecnico che emergerà dopo le dimissionidi Berlusconi e si porrà all'opposizione .

Il motivo, come dice Bricolo: “La Lega Nord non ha alcuna intenzionedi sostenere un governo tecnico dei poteri forti per giunta con la sinistra el'Udc, che sono gli eredi di quei partiti che hanno prodotto in passato ilnostro debito pubblico. Se questa è la ricetta per salvare il Paese èsicuramente quella sbagliata. Noi faremo opposizione seria, responsabile edecisa nell'esclusivo interesse della nostra gente e del nostro territorio”, eStucchi:“Rispetto algoverno tecnico che si sta delineando all’orizzonte politico, il cui programma(qualunque esso sia) non ha avuto e non potrà avere mai il consenso deicittadini, la Lega non può che stare all’opposizione. Che non sarà né dicircostanza, né soft, e avrà come obiettivo specifico quello di evitare che,con la Lega fuori dall'esecutivo, le fameliche casse romane vengano rimpinguatesolo dalla fatica a dal sudore dei padani”. E ancora “Cosa farà  questo nuovo governo a trazione Pdl-Pd-TerzoPolo? Aumenterà l'IRAP e proporrà nuove politiche assistenzialistiche eclientelari per il sud, oppure farà andare in pensione la gente a settant’anni?E poi che fine faranno i decreti attuativi sul federalismo fiscale? Si tratta  di domande alle quali chiunque pensi diinsediarsi a Palazzo Chigi dovrà dare delle risposte concrete”.

Come si legge, si parla di poteri forti cheformerebbero il governo tecnico sostenuto dalla sinistra e dall’UDC che, a lorodire, sarebbero gli eredi dei partiti che hanno prodotto il debito pubblico. Dimancato sostegno popolare del nuovo governo perché non eletto. Dello sfruttamentodel nord da parte di Roma. E per finire, di una politica tesa a far pagare aisoliti la crisi.

Bene, si potrebbe dire. Se non fosse che la stessalega votò, prima della crisi, le due finanziarie – di luglio e agosto – avrebbevotato il patto di stabilità se Berlusconi non fosse stato costretto alledimissioni. Pertanto, il non sostegno ad un eventuale governo Monti o,comunque, un governo tecnico da parte della lega è legato al venir meno del suopotere ricattatorio sul governo stesso. Non per niente Stucchi si chiede “chefine faranno i decreti attuativi sul federalismo”. Quei decreti che sonopassati grazie ai giochetti da teatrino della (vecchia) maggioranza. Decreti cheerano l’obiettivo principale della lega nord.

È alquanto strano che Stucchi si chieda anche che cosafarà “questo nuovo governo a trazione Pdl-Pd e terzo polo” prendendo in esamela possibilità che prenda in considerazione l’aumento dell’Irap, del pensionamentoa 67 anni e di una politica di assistenzialismo per il sud; tutte possibilitàinserite nel documento del patto di stabilità redatto da Berlusconi e derivatodalla lettera dell’UE.

Inoltre, nel patto di Pdl-lega, la pensione a 67 annisarebbe entrata in vigore nel 2013 e non nel 2026 come nel testo approvato alsenato e che, presumibilmente, anche alla camera.

La lega, ancora una volta dimostra di operare per isuoi interessi invece che per quelli dell’Italia. D’altra parte, a marzo del2011 (già in piena crisi), in un articolo su “leganord flash” dal titolo “balle spaziali” criticando chi sosteneva la necessitàdelle dimissioni di Berlusconi, sosteneva che il federalismo rimaneva l’unicostrumento per tenere insieme l’Italia affermando che “non penalizza ne il sud ne il nord” ma colpisce chifinora ha speso in modo irresponsabile e nonlo potrà più fare”. Vale a dire che, quelle regioni che si troveranno asforare il patto di stabilità tra regioni e stato si vedranno diminuire ilfinanziamento statale, ovvero, la stessa richiesta, fatta in altro modo, delnuovo patto dove si chiede agli enti locali di partecipare alla riduzione deldebito, e come? Riducendo le spese o aumentando le tasse locali; esattamente l’effettodel federalismo leghista.

Insomma, per la lega, le stesse cose hanno una doppiavalenza; se richieste da loro sono perfette, se richieste da altri, no.


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permalink | inviato da verduccifrancesco il 12/11/2011 alle 16:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
L’Italia e la cannabis nella cura terapeutica.
post pubblicato in STORIE DI ORDINARIA FOLLIA, il 10 novembre 2011

La signora Lucia, trent’anni di Lecce, affetta da sclerosi multipla, era già sulla sedia a rotelle - pur avendo provato tutte le cure possibili con farmaci convenzionali e no che vengono prescritti a persone nelle sue condizioni - decide di provare il farmaco Bedrocan (inflorescenze essiccate di marijuana) ottenendo ottimi risultati; riesce a comminare e gli spasmi dei muscoli si sono ridotti considerevolmente. La regione Puglia, e la regione Toscana sono le uniche ad usare farmaci a base di marijuana.

Il signor Andrea viene denunciato per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti per aver curato la sclerosi multipla, di cui era affetto, con un farmaco a base di marijuana. Per curarsi assume un farmaco a base di cannabinoidi con due principi attivi estratti dalla canapo; il badiol che viene regolarmente distribuito dal servizio sanitario.

Un consigliere della provincia di Roma viene trovato in stato confusionale dopo aver assunto cocaina e aver passato una notte con transessuali per puro piacere e divertimento. Non viene denunciato!

Queste tre situazioni denunciano due modi di affrontare il problema droga in generale e, in particolare, nella cura di certe malattie come la sclerosi multipla. Da una parte la tolleranza nel caso di persone pubbliche, nell’altro l’intolleranza nei confronti di quanti si servono delle droghe per curarsi o alleviare i dolori.

Purtroppo, l’Italia si trova ancora nel pantano dei pregiudizi quando si tratta di prendere decisioni riguardanti l’uso terapeutico delle droghe. Pregiudizi che precludono ai pazienti la possibilità di curarsi in modo serio e positivo.

Considerando che un farmaco contenente principi attivi estratti da sostanze stupefacenti esistono già sul mercato e sono distribuiti gratuitamente previa ricetta medica come l’efferalgan, non si capisce perché una malattia seria e debilitante come la sclerosi non possa essere curata estesamente, con appropriata legge regolatrice, dando a tutti la possibilità di usufruire dei farmaci già esistenti.  

Leggi anche: Il caso paradossale di Fabrizio Pellegrini

Come creare l’emergenza rifiuti e perché
post pubblicato in STORIE DI ORDINARIA FOLLIA, il 8 novembre 2011

Fonte

Teramo, Abruzzo.

Sembra che per creare un’emergenza rifiuti in una provincia basti molto poco: un’unica società gestore del settore, un’unica discarica continui aumenti dei prezzi, conseguente debito dei comuni e ricatto della società: chi non paga non scarica i rifiuti un discarica.

Questo il senso di quanto dice il consigliere regionale del PD Claudio Ruffini  in merito alla dichiarata emergenza rifiuti in provincia di Teramo.

Secondo Ruffini, sembra che si voglia tenere in piedi l’emergenza rifiuti per tornare a parlare della necessità di costruire l’inceneritore a Teramo

Insomma, pur di ottenere quello che si vuole, nel caso, l’inceneritore, si è disposti anche a mettere a repentaglio la salute dei cittadini bloccando la raccolta dei rifiuti.
I sussurri dell’opposizione interna del Pdl
post pubblicato in ARCHIVIO, il 8 novembre 2011

Le voci di dimissioni imminenti del premier date da Giuliano Ferrara (sul suo blog) e Franco Bechis (vicedirettore di libero) hanno avuto come risultato il ribasso dello spreed dei titoli di stato e il recupero dei titoli in borsa. Questo significa che il mercato premierebbe l'Italia se Berlusconi si dimettesse.

Per quale motivo due sostenitori di Berlusconi abbiano contribuito a questo risultato è un mistero. Parlare di una qualche manovra per aiutare il premier è fuori luogo visto il risultato. L’unica ipotesi plausibile resta il tentativo di spingere il premier a lasciare, a fare quel passo indietro o laterale che ormai viene chiesto anche da uomini della maggioranza.

Il metodo usato, alquanto discutibile, dimostra, comunque, e al di la delle defezioni già avvenute di alcuni parlamentari del Pdl e della richiesta della lega di fare il passo indietro (poi come al solito smentita) l’incapacità dell’opposizione interna di dichiarare chiaramente il fallimento della politica del governo e di chiedere apertamente le dimissioni.

I sussurri dell’opposizione interna del Pdl
post pubblicato in ARCHIVIO, il 8 novembre 2011

Le voci di dimissioni imminenti del premier date da Giuliano Ferrara (sul suo blog) e Franco Bechis (vicedirettore di libero) hanno avuto come risultato il ribasso dello spreed dei titoli di stato e il recupero dei titoli in borsa. Questo significa che il mercato premierebbe l'Italia se Berlusconi si dimettesse.

Per quale motivo due sostenitori di Berlusconi abbiano contribuito a questo risultato è un mistero. Parlare di una qualche manovra per aiutare il premier è fuori luogo visto il risultato. L’unica ipotesi plausibile resta il tentativo di spingere il premier a lasciare, a fare quel passo indietro o laterale che ormai viene chiesto anche da uomini della maggioranza.

Il metodo usato, alquanto discutibile, dimostra, comunque, e al di la delle defezioni già avvenute di alcuni parlamentari del Pdl e della richiesta della lega di fare il passo indietro (poi come al solito smentita) l’incapacità dell’opposizione interna di dichiarare chiaramente il fallimento della politica del governo e di chiedere apertamente le dimissioni.

La viabilità in trentino
post pubblicato in STORIE DI ORDINARIA FOLLIA, il 7 novembre 2011

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Il trentino, regione notoriamente dedita alla cura dell’ambiente, sembra dia poca importanza a quello urbano.

Succede ad Arco che la strada principale verso l’ospedale civile sia poco praticabile dai mezzi a motore, incluse le autoambulanze che devono fare slalon per raggiungerlo.

La causa sembra siano i tombini che si sono abbassati rispetto al piano dell’asfalto. La denuncia viene dai cittadini stessi attraverso il quotidiano “il trentino”.

L’amministrazione, informata della questione, effettuerà, quanto prima, un sopralluogo per individuare gli eventuali interventi da mettere in atto.

Eh, già! Una strada che serve l’ospedale, dove passano ambulanze che trasportano persone che, in certi casi, non dovrebbero subire ulteriori traumi, e i politici, “faranno effettuare un sopraluogo quanto prima?”

Cosa ci vorrà mai a rendere agibile una strada? I soldi, certo! Ma se l’agibilità di una strada che porta all’ospedale non ha la priorità, mi chiedo a cosa servono i nostri soldi. DOMANDA RETORICA? FORSE SI FORSE NO.


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permalink | inviato da verduccifrancesco il 7/11/2011 alle 17:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Le illegalità della lega nord.
post pubblicato in Lega, il 7 novembre 2011

Fonte

La caccia di frodo o bracconaggio, si sa, è illegale e il corpo forestale dello stato, attraverso il nucleo operativo antibracconaggio è addetto al controllo di questo tipo di illegalità.

Nel Bresciano, però, sembra sia in corso un dibattito pro e contro l’operato dell’NOA.

Sembra anche, secondo l’articolo di Brescia Point, che contro l’antibracconaggio ci sia addirittura la lega nord; proprio così, il partito della legalità – almeno così amano definirsi.

Non solo, sempre nel bresciano, sembra che la lega nord sia contraria anche ai gruppi spontanei di cittadini che aiutano l’NOA denunciando le situazioni di bracconaggio quando trovano le “armi” tipiche di questo crimine sparse per il territorio.

Quella stessa lega che propose e ottenne le tristemente famose “ronde” che sarebbero servite, secondo loro, ad aiutare le forze dell’ordine ma che, per fortuna non se ne fece niente; anche perché, i leghisti stessi non sono mai riusciti a far decollare le ronde padane stesse.

Se il bracconaggio è un crimine, allora è un crimine anche difenderlo, tanto più se a difenderlo sono personaggi politici.


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permalink | inviato da verduccifrancesco il 7/11/2011 alle 16:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Sfida alla montagna o senso di onnipotenza?
post pubblicato in STORIE DI ORDINARIA FOLLIA, il 7 novembre 2011

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Succede che alpinisti esperti decidano di affrontare la montagna pur sapendo che è in arrivo una perturbazione che potrebbe bloccarli in quota.

Il primo novembre, una guida alpina decide di guidare una alpinista nella scalata alla via del Linceul sulla difficile parete nord delle Jorasses con la speranza di poter arrivare alla vetta prima dell’arrivo della forte perturbazione annunciata dai servizi meteo di tutta Europa. Purtroppo, però, per motivi ancora sconosciuti, la coppia non riesce ad arrivare alla vetta per l’arrivo della perturbazione e rimane bloccata in parete.

Dunque, due persone sono bloccate a una temperatura di -25 gradi su una parete del Monte Bianco senza che i soccorsi, a causa del maltempo, riescano a portarli in salvo.

Pur rispettando sia la professionalità sia la capacità decisionale della guida, c’è da chiedersi come sia possibile rischiare la propria vita e quella altrui forse solo per un senso di onnipotenza.


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permalink | inviato da verduccifrancesco il 7/11/2011 alle 14:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Inondazioni e reazioni.
post pubblicato in società, il 6 novembre 2011

Ad ogni alluvione che si verifica in Italia, e sono ormai tante, si forma, nella popolazione, e non solo quella colpita, un senso di frustrazione che la porta a cercare un capro espiatorio; qualcuno a cui addossare ogni colpa dell’evento che l’ha creata, quasi a dimenticare eventuali colpe collettive.   

Ad esempio la cosiddetta cementificazione, ovvero, la costruzione, a ridosso dei fiumi e i torrenti, di opere utili a tutti come case, capannoni, strade ecc., senza tener conto dello spazio di cui il fiume e il torrente ha bisogno: l’alveo.

Da Wikipedia: Si tratta della sede all'interno della quale si verifica lo scorrimento delle acque fluviali. È proprio l'azione erosiva esercitata dalle acque che, agendo sul substrato roccioso, ne determina la progressiva escavazione. Per ciascun corso d'acqua è possibile individuare, in sezione trasversale, tre distinti alvei:

  • Letto ordinario (o alveo di piena): costituisce il canale di scorrimento del fiume nei periodi di piena ordinaria, che si ripetono in primavera ed autunno. È chiaramente delimitato lateralmente da sponde, o scarpate, sub-verticali, oltre le quali si individua il piano del letto maggiore, in posizione leggermente soprelevata. Nel letto ordinario sono contenuti materiali grossolani, depositati conseguentemente alle variazioni di corrente, responsabili anche del continuo rimaneggiamento (con conseguente irregolarità) dell'alveo di scorrimento. Risulta scarsa, in virtù dei fenomeni alluvionali di piena, la presenza di vegetazione arborea.
  • Letto di inondazione (o alveo maggiore): è costituito dalla superficie massima inondabile dal fiume nel corso delle alluvioni, è sopraelevato e di dimensioni maggiori rispetto al letto di scorrimento ordinario. Paradossalmente, l'attività umana di prelievo (spesso indiscriminato) del sedimento fluviale, per la produzione di laterizi, può dal luogo ad un abbassamento del livello di scorrimento del letto di inondazione. In questo modo, anche in fase di piena, diviene più difficile per il fiume dar luogo a fenomeni alluvionali. Il letto di inondazione è caratterizzato dalla presenza di sedimenti e materiale grossolano, depositati dalle acque nelle fasi di esondazione.
  • Letto di magra (o canale di scorrimento): rappresenta il canale in cui, nelle fasi di magra, si limita a scorrere la blanda corrente fluviale. Rappresenta la fascia di maggior profondità, e non è costituito da argini sufficientemente definiti da permetterne immediatamente la distinzione dal canale ordinario, nel quale si forma. In generale, è costituito da un canale di scorrimento che, spesso, tende a dividersi e riunirsi senza soluzione di continuità, in base all'azione di escavazione dei sedimenti del letto ordinario, esercitata dalla corrente di magra.

Da un punto di vista morfologico, il letto di inondazione è il più ampio, ed al suo interno contiene il letto ordinario il quale, a sua volta, comprende il più piccolo letto di magra.

L'alveo di un fiume può assumere diverse forme a seconda della natura dei territori attraversati e della loro pendenza. In particolare nelle zone dove la pendenza è maggiore i corsi d'acqua possono superare salti di roccia poco erodibile con cascate o rapide oppure approfondire il proprio corso fino a formare canyon. In aree pianeggianti o sub-pianeggianti lo scorrimento del fiume dà spesso origine a meandri, lanche o canali intrecciati.

Come si può notare, il fiume ha bisogno di uno spazio variabile a causa della variabilità della quantità d’acqua che vi scorre; maggiore è la quantità dell’acqua, maggiore è lo spazio di cui ha bisogno. Spazio che, però, non è lineare ma anch’esso variabile.

Pertanto, la pratica di costruire a ridosso del fiume costruendo argini artificiali per contenerlo, è la causa principale delle inondazioni.

Un altro esempio sono i ponti che lo attraversano con la base sull’argine artificiale e l’altezza appena al di sopra dell’argine; durante la piena, ogni cosa di una certa grandezza trasportata dall’acqua, s’incaglia bloccando il flusso dell’acqua provocando l’esondazione.

Un altro esempio inerente ai primi due è il mancato drenaggio del fiume che dovrebbe essere costantemente attuato al fine di dare la capacità al fiume di contenere più acqua possibile.

Un altro è la presunzione dell’uomo di poter manipolare la natura a piacimento senza tener conto delle esigenze della stessa; cosa di cui tutti ne traiamo vantaggio dato il benessere che crea.

Altro ancora è l’incapacità umana di ammettere i propri errori e fare quel passo indietro che ci permetterebbe di costruire in sicurezza; anche qui per interesse. E non solo politico, anzi, l’interesse maggiore lo ricavano, almeno finché non avviene il disastro, i cittadini che usufruiscono dei permessi per costruire la dove non dovrebbero.

Lo sfruttamento del massimo spazio rubandolo al fiume, non avviene soltanto in città ma anche nelle campagne – alluvione del veneto. Pur di avere qualche metro in più da coltivare, si tagliano le piante nelle vicinanze del fiume quando non si va a sfruttare il terreno dell’alveo; questo succede nelle valli.

Inoltre, quei corsi d’acqua artificiali che prendevano acqua dai fiumi o torrenti e che in passato servivano ad irrigare i campi, erano anche uno sfogo durante le piene; l’averli dismessi, per la comodità dell’irrigazione a pioggia, ha contribuito ad ingrossare i fiumi in modo eccessivo provocando inondazioni superiori a quello che era la normalità.

Naturalmente, anche il clima ha la sua parte, ma a voler essere pignoli, anche il clima sta cambiando a causa dell’eccessiva attività umana.

Insomma, se dovessimo ammettere che, in fondo, la modifica dall’ambiente è causata, direttamente o indirettamente, da tutti, forse riusciremo a modificare il nostro approccio alla natura.

Il capro espiatorio non serve a nulla se alla base non c’è la consapevolezza generale che l’uomo non può trattare la natura come un qualsiasi oggetto d’uso.


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permalink | inviato da verduccifrancesco il 6/11/2011 alle 18:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Israele vicino all’opzione militare nei confronti dell’Iran.
post pubblicato in ISRAELE E MEDIO ORIENTE, il 6 novembre 2011

A quanto dice il presidente israeliano Shimon Peres,sembra che l’Iran sia vicino alla realizzazione della bomba atomica che,secondo Peres, gli mancherebbero ancora sei mesi per realizzarla. Ed è perquesto che Israele sta valutando seriamente la possibilità di un attaccoall’Iran.

Una guerra che potrebbe coinvolgere, oltre Israele eIran, anche i paesi islamici innescando un conflitto nel mediterraneo e, forse,anche oltre.

Per capire il pericolo di un’azione del genere, bisognaconsiderare   che, secondo il rapportodella britannica Basic (BritishAmerican Security Commission), le potenze nucleari (Stati uniti, Russia, Cina,Francia, Pakistan, India, Israele e corea del nord)  del mondo stanno incrementando la spesa permigliorare ed aumentare il loro armamento nucleare stanziando somme ingenti.

Inoltre, Israele, a quanto sembra, asuo tempo, realizzò, con l’appoggio della Francia, proprio quell’armamentonucleare all’insaputa della comunità internazionale diventando l’unica potenzanucleare in medio oriente e nord africa, che adesso vorrebbe impedire all’Iran.

Di fronte alla decisione di Israele, sorge spontanea unadomanda: perché si vuole impedire all’Iran di avere armi nucleari? Serve a impedire una eventuale guerra nucleare?

Considerando che alcune potenze nucleari come la Cina ela Corea del nord, ma forse anche il Pakistan, sono da sempre nemici naturalidell’occidente, una guerra nucleare rimane un opzione possibile in qualsiasimomento e che, il non verificarsi del conflitto dipende dall’equilibrioraggiunto dalle attuali due super potenze: Usa e Cina.

Pertanto, che l’Iran fornisca il suo armamentariomilitare di armi nucleari cambierebbe di poco lo scenario e la possibilità diuna guerra nucleare.

Ma allora perché Israele si accanisce al punto diminacciare un intervento armato?

È vero che l’Iran a più volte minacciato di distruggere Israele,ma che lo faccia con armi nucleari è improbabile se non impossibile. Impossibileperché, essendo Israele alleato con l’occidente, e in particolare con gli Usa,un attacco nucleare da parte dell’Iran sarebbe disastroso per se stesso – e,naturalmente, per il mondo intero.

Inoltre, avendo l’Iran l’appoggio della Russia – da cui aricevuto la tecnologia nucleare – ed essendo la Russia ancora un interlocutoreimportante per l’occidente, l’Iran dovrà concordare con essa l’uso di arminucleari, cioè, dovrà tener conto delle esigenze russe se non vuole trovarsi dasola nel conflitto. Senza contare, poi, i rapporti commerciali che l’Iran ha coni paesi dell’area medio e centro orientale e che rischierebbero dideteriorarsi.

Dunque, non ci sarebbe motivo di prevedere un uso dellearmi nucleari da parte dell’Iran nei confronti di Israele.

Si può, dunque, presumereche Israele voglia innescare un conflitto per giustificare la sua volontà dinon arrivare alla creazione di uno stato palestinese. Al riguardo si vedano lereazione di Israele di fronte alla decisione dell’ONU di riconoscere lo statopalestinese

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Prove di guerra elettronica in Siria da parte di una ditta lombarda.
post pubblicato in società, il 4 novembre 2011

Fonte

Nel bel mezzo della repressione del regime di Bashar al-Assadi in Siria, la società lombarda Area Spa specializzata nel settore della sorveglianza con sede a Milano, sta dotando il regime di strumenti necessari ad intercettare, leggere e catalogare ogni mail in entrata e in uscita dal paese.

Gli strumenti necessari all’istallazione sono di origine americana ed europea ma non sarebbero stati consegnati direttamente alla Siria ma all’Italia che li ha poi esportati.

Non c’è che dire, in mancanza di un valido motivo di controllo del web in Italia, – al di la delle affermazioni del ministro Sacconi sul presunto terrorismo –, si sta preparando alla guerra informatica sostenendo un regime che, da quando sono iniziate le rivolte, ha già provocato più di tremila morti civili. Inoltre, il governo italiano, al pari di altri governi occidentali, ha condannato la repressione in Siria. Ma, come si sa, di fronte ad un contratto di più di tredici milione di euro, non c’è dittatura che tiene e il governo si guarda bene di mettere paletti all’esportazione di materiale utile alla repressione; come s’è visto con Gheddafi che ha potuto resistere proprio grazie alle armi fornite dall’occidente.

Lo strano è che la suddetta società lavora anche per la sicurezza in Italia collaborando anche con le procure italiane nelle intercettazioni ambientali.

Laicismo e democrazia.
post pubblicato in Pensieri, il 3 novembre 2011

Prima e seconda parte

terza parte

 

Esiste già oggi un sistema sociale in grado di evitare l’affermarsi di un’idea a scapito delle altre?

 

Se le diversità sono il frutto di un costante progresso del pensiero critico, è logico presupporre che tale meccanismo continuerà finché ci sarà la possibilità di pensare e, dato che il pensiero non è controllabile, in teoria, continuerà  finché esisterà l'uomo. Questo, però, rende la società continuamente conflittuale e instabile senza il necessario controllo attraverso leggi che ne regolino il naturale e pacifico dibattito tra le diversità. Questo controllo, nelle società moderne e democratiche, avviene, o dovrebbe avvenire, attraverso lo stato laico, ovvero, quella particolare struttura statale che permette a tutte le correnti di idee di esprimersi e manifestarsi in concreto eliminando la possibilità di prevaricare sulle altre.

 

Lo stato laico, però, deve combattere costantemente contro i tentativi di egemonia che si ripresentano costantemente. Tentativi che, con la moderna tecnologia, diventano sempre più insidiosi e subdoli. Tali tentativi, nelle società democratiche, dimostrano ulteriormente che le libertà individuali e collettive devono essere sottoposte a costante verifica da parte dello stato affinché non si verifichi la prevaricazione di un’idea sulle altre. Il controllo dello stato sulle libertà, però, rappresenta un ulteriore problema perché è proprio attraverso di esso che le idee assolutiste cercano di prevalere per conformare tutta la società ad esse.

Lo stato, pertanto, deve a sua volta essere controllato da istituzioni che, pur essendo al vertice della società, non rappresentano ne  i cittadini ne lo stato ma hanno funzione di controllo sia sullo stato che sui cittadini.

Qualcuno potrà dire, anzi dirà, che queste istituzioni dovranno essere, a loro volta, controllate per evitare che anche loro non diventino fautrici di idee assolutiste. E ciò è vero se si dessero compiti legislativi a dette istituzioni ma, dato che il compito legislativo, in democrazia, spetta al parlamento eletto dal popolo, queste istituzioni non avranno altro potere che quello di controllare che non vengano fatte leggi a favore di interessi particolari. È per questo che le democrazie si sono provviste di una costituzione fondativa della società. La costituzione, pur non avendo potere legislativo vero e proprio, detta, però, le linee guida su cui si devono basare le leggi ed è al loro interno che si svolge la vita sociale degli individui e dei gruppi.


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permalink | inviato da verduccifrancesco il 3/11/2011 alle 16:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
La politica delle pensioni e la volontà di mascherare la realtà.
post pubblicato in lavoro e pensione, il 3 novembre 2011

L’attuale politica del governo in merito alle pensioni non è altro che un modo subdolo di mascherare la disoccupazione giovanile e la sua inadempienza (voluta!) nel trovare soluzioni valide che indirizzino realmente la società verso un nuovo sistema socio/politico/economico in grado di sostenere la sfida delle nuove tecnologie.

La crisi attuale, come già detto negli articoli precedenti, riguarda essenzialmente il rapporto deficit/Pil ovvero il rapporto tra le entrate fiscali - derivanti dalla produzione di beni e la vendita degli stessi - e le spese dello stato - di cui anche le pensioni ne fanno parte. Pertanto, il problema è duplice: come aumentare le entrate e come/dove indirizzarle.

Innanzi tutto, però, va definito il ruolo del prelievo fiscale (tasse), cioè, perché si pagano le tasse? Per mantenere gli apparati dello stato come esercito, polizia, magistratura, parlamento ecc. o per dare servizi ai cittadini e sostenerli in tempo di crisi?

Le domande potranno sembrare retoriche, ma solo in apparenza. Partendo dal presupposto che uno stato democratico è formato da istituzioni che hanno il compito sia legislativo e di controllo, sia di sostegno alle popolazioni e considerando anche che tutte, almeno teoricamente, sono utili, definirne il ruolo è determinante. Solo in questo modo si può definire come e dove devono essere indirizzate e a quale istituzione spetta la priorità.

Dunque, se la società democratica è il frutto della cooperazione tra individui che si danno delle regole per evitare soprusi, ne deriva che, ogni istituzione è importante. Ma l’importanza deriva, comunque, dall’utilità che i cittadini ne ricavano e, dato che, la prima “utilità di ogni cittadino, è vivere una vita dignitosa - ancor prima del benessere inteso come ricchezza individuale -, bisogna dedurre che la ricchezza collettiva debba essere distribuita, innanzi tutto, per salvaguardare tale esigenza. In pratica, il cittadino paga le tasse per assicurarsi quel benessere necessario a vivere dignitosamente. E la pensione fa parte di questo modo d’intendere il pagamento delle tasse. Ogni lavoratore, versando una quota specifica all’Inps, dovrebbe assicurarsi, nella vecchiaia, un reddito che gli permetta di vivere dignitosamente. Inoltre, dato che la società si basa sulla famiglia, ogni padre lascia volentieri il posto al figlio (in termini generali) affinché anch’esso possa assicurarsi lo stesso benessere.

Cosa significa tutto ciò? Che la ricchezza creata dal lavoro dovrebbe essere usata, in primo luogo, per dare sicurezza alla popolazione attraverso i servizi ma, innanzi tutto, attraverso il turnover, il ricambio, generazionale del lavoro; ad una certa età – che non possono essere i 67 anni -, il lavoratore deve lasciare il posto al giovane percependo, però, uno stipendio (pensione) dignitoso che gli consenta di permettersi i servizi necessari e i beni materiali disponibili.

Dunque, pagare le tasse significa avere servizi. Ma, affinché ciò avvenga, bisogna che i servizi siano al vertice delle priorità e non viceversa; significa che la ricchezza deve essere distribuita in termini di servizi e non in termini di moneta; che la moneta deve ritornare ad essere una semplice merce di scambio per il commercio; che la società liberista attuale è giunta al termine del suo percorso dato che non è riuscita a sostenere le esigenze dei cittadini.

L’attuale bisogno del sistema di intaccare le pensioni ne è una dimostrazione evidente che, però, serve allo stesso a mascherare il suo fallimento. Fallimento che si manifesta nel richiedere sacrifici alla popolazione proprio per la mancanza di una politica fiscale che reperisca soldi la dove si è accumulata la ricchezza, ovvero, nelle banche e le finanziarie. Fallimento che si manifesta nella costante diminuzione del welfare, ovvero, dei servizi essenziali come sanità, scuola, trasporti ecc. sempre più ridotti e costosi. Fallimento che si manifesta nell’incapacità volontaria di dare lavoro alle nuove generazioni sempre più esposte al lavoro precario che toglie loro, oltre alla possibilità della pensione, anche quella di organizzarsi un futuro.

Ma anche il fallimento che si manifesta nella sempre maggior richiesta di autonomia delle regioni più ricche, da parte di rappresentanti politici legati al capitale, che, spinte da esigenze sempre più egoistiche, si rifiutano di condividere la ricchezza accumulata con quelle più povere creando cosi i presupposti per una divisione nazionale.

Tutte queste mancanze determinate dalla politica liberista, si traducono, nella realtà con una minore capacità di acquisto dei cittadini; capacità che va ad incidere sulla produzione e, pertanto, sulla creazione di ricchezza.

È a questo che serve l’attuale politica; a mascherare il fallimento del liberismo, e la volontà di non ammetterlo, al fine di preservare gli interessi privati accumulati.

Alla prossima


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permalink | inviato da verduccifrancesco il 3/11/2011 alle 11:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Ancora Sacconi e il terrorismo.
post pubblicato in Maggioranza e terrorismo, il 1 novembre 2011

Fonte

Bossi di nuovo all’attacco del sud che si prende molto e da poco e propone le “gabbie previdenziali” ovvero, più welfare al nord. È questa la nuova proposta del leader leghista esposta alla sagra della zucca” a Pecorara, provincia di Piacenza.

 Dice Bossi: “Milioni di persone vivono alle spalle del Nord -. Ditemi se questo è un Paese che può durare. Nessuno è mai riuscito a mandare a picco il Nord. Siamo abituati a lottare. Il Nord è la prima forza industriale d'Europa”.

E ancora: “Padania libera è il grido che fa tremare quei coglionazzi del centralismo romano. Certo, loro sono forti. Hanno i giornali e i giornalisti. Ma nessuno può fermare i popoli”

E nei confronti dei giornalisti si lascia andare a esternazioni tipo: “vi spacco la faccia” “verrà un giorno in cui la gente vi piglia per il collo” “attenti, c’è un limite alla critica, fino adesso l’abbiamo accettato, ma prima o poi viene il momento della rabbia”

Non c’è che dire, proprio il tipico linguaggio arrogante e pretestuoso di chi vuole spingere alla reazione violenta il popolo.

Il signor Sacconi dovrebbe riflettere bene prima di addossare la colpa alla società civile. Affermare che i terroristi e i violenti organizzati in Italia, come dimostrano i decenni tristi vissuti, non sono venuti da Marte: li abbiamo allevati nelle nostre scuole, università, nelle nostre case. E con molta tolleranza politica, culturale, istituzionale”  significa tralasciare la parte più importante del problema, ovvero, il disagio sociale. Disagio che, da una quindicina d’anni, si sta sempre più radicalizzando a causa della politica dei governi e non dall’istruzione ricevuta. Significa anche non considerare il linguaggio usato dal centro destra – linguaggio aggressivo nei confronti di quanti non condividono la loro ideologia.

Le frasi di Bossi riportate sopra ne sono un chiaro esempio. Frasi che vengono usate costantemente nei comizi, in televisione, in parlamento e nelle interviste.

Il sig. Sacconi dovrebbe riflettere anche sullo spirito anticomunista che da sempre caratterizza l’ideologia del premier del Pdl. spirito che esclude a priori qualsiasi rapporto civile con l’avversario e che sottintende in modo chiaro che il liberismo, attuale ideologia dominante in Italia, sia migliore del comunismo (inteso come teoria sociale e non in senso marxista/leninista); questo, al di la dei grossi problemi che sta creando in tutto il mondo occidentale.

Dire che il terrorismo è stato “allevato” nelle famiglie e nelle scuole, è a dir poco, offensivo per quanti, in passato, hanno operato affinché tutti avessero un’istruzione.

Dire che è stato “allevato” con molta tolleranza è falso; la lotta al terrorismo è stata condotta in modo efficace e senza sconti dall’Italia che il ministro definisce “tollerante”.

Il ministro si dimentica che negli anni settanta e ottanta, per sconfiggere i movimenti politici di estrema sinistra o extraparlamentari, non ci fu bisogno di nessuna legge speciale. Movimenti come lotta continua ebbero vita breve a causa della loro intolleranza; intolleranza che gli italiani capirono bene e non li seguirono. Di quei movimenti non rimane niente.

Se questi movimenti stanno rinascendo, la causa non può essere della società civile, casomai, della politica che si sta attuando da una quindicina d’anni a questa parte, politica che sta creando un sempre maggior disagio nella popolazione giovane e no.


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permalink | inviato da verduccifrancesco il 1/11/2011 alle 16:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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