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NOIELASOCIETA NUOVO BLOG DI VERDUCCI FRANCESCO: società, poesie e racconti
Muoiono i bambini; nell’indifferenza del mondo …
post pubblicato in poesia, il 20 ottobre 2011

Non hanno più lacrime i bambini.

Gli occhi aridi come la terra,

 che muta li circonda;

     lasciano il mondo inermi;

la vita non hanno conosciuto!

 

 Il ventre gonfio dalla fame.

Attaccati al seno rinsecchito

dell’amorevole madre;

forse sanno il destino che li attende.

 

Lo sguardo perso nel vuoto,

    senza un grido di dolore,

      cerca invano, la madre,

          un segno che possa

                   dare speranza.

 

Altrove - chiusi in paradisi rigogliosi,

        scoppiano di salute i nuovi dei;

  padroni del mondo, e dell’altrui vita -

    giocano bonari a tessere la trama

 

di soccorsi interessati per coprire i misfatti

               dei loro delitti, incuranti della vita

che, tra l’indifferenza, lentamente si spegne.


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Verso l’autunno
post pubblicato in poesia, il 11 ottobre 2011

Limpido è questo cielo ottobrino

che nel tuo sguardo  trasparente,

dolce, chiaro e nudo si riflette

nel sereno , fresco mattino.

 

Intanto, l’autunno s’appressa

a spegnere la dolce tenerezza

dei tuoi occhi con un velo di tristezza,

che come ombra tenebrosa s’abbassa.


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permalink | inviato da verduccifrancesco il 11/10/2011 alle 11:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
S’infrangono nell’umida aria …
post pubblicato in poesia, il 9 ottobre 2011

S’infrangono nell’umida aria

su miriadi cristalli d ipolvere

i primi raggi del nuovo sole.

S’infrangono sul bosco

aggrappato al pendio;

digradante verso la valle

ancora addormentata.

 

S’affaccia alla finestra l’uomo.

Ascolta i primi rumori

del giovane mattino

che, sfolgorante, s’appresta

a cacciare della notte i fantasmi.

 

Guarda rapito lo spettacolo sublime!

Vorrebbe uscire, correre nella luce,

gridare al mondo la sua vita,

mostrare, in tutta la sua nudità,

gli affanni e le fatiche del suo giovane corpo.

 

Ma non può godersi lo spettacolo,

non può uscire e correre libero.

Presto dovrà uscire, si

ma incontro al suo destino.

 

La, nella fabbrica che cupa l’attende,

Col suo pesante carico d’indifferenza;

anonima scultura a testimonianza

del nulla che avvolge la nostra civiltà.


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permalink | inviato da verduccifrancesco il 9/10/2011 alle 18:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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