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Domenica, manifestazione No Tav in Val di Susa. Secondo Maroni, la Val di Susa è a rischio.
post pubblicato in società, il 20 ottobre 2011

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Una frase del portavoce dei No Tav, Alberto Perino, detta in un’intervista viene travisata dal giornalista ed ecco che il ministro Maroni, senza un minimo controllo sulla sua vericidità, la riprende per poter attaccare il movimento.

La frase in questione “noi siamo convinti che domenica succede qualcosa di brutto, i poliziotti faranno delle azioni incredibili per non lasciarci neanche avvicinare alle reti". In seguito a queste parole, il giornalista chiedeva: "e quindi?" Perino rispondeva: "e quindi le prenderemo come al solito esprimeva la preoccupazione, dopo i fatti di Roma, che i poliziotti sarebbero intervenuti anche senza la presenza di forze esterne e violente per impedire ai manifestanti di avvicinarsi alla rete che delimita il cantiere.

Il giornalista, nel trascrivere l’articolo, però cambia, di proposito?, l’ultima frase con “e quindi prenderemo il cantiere”; ed è qui che il ministro prende al balzo l’opportunità, offertagli dalla stampa, per spargere nell’etere veleno sulla manifestazione stessa creando ulteriore tensione affermando “Sono indignato del fatto che per qualcuno domenica prossima (in Val di Susa)  succederà 'qualcosa di brutto”.

Nell’intervista a Peace Reporter, il portavoce dei No Tav afferma che “l’intento della manifestazione è di arrivare alla recensione e tagliarla senza entrare nel fortino. Tagliarle perché sono illegali”. E ancora, “la manifestazione sarà pacifica, a volto scoperto e senza niente in mano che non siano le tronchesine per tagliare la recinzione”. E ancora “se dovessimo trovarci di fronte a una barriera di poliziotti è ovvio che non taglieremo la recinzione”.

Come si vede, l’intento degli organizzatori non è quello di creare casini ma di manifestare contro quello che ritengono un disastro sul loro territorio.

A quanto sembra, però, il ministro non la pensa allo stesso modo convinto com’è, anche a causa della mala informazione, che i No Tav siano tutti violenti, inclusa la popolazione che, in Val di Susa, sembra unita contro la Tav.

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