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NOIELASOCIETA NUOVO BLOG DI VERDUCCI FRANCESCO: società, poesie e racconti
Un giorno con tanta voglia di non fare niente. 1
post pubblicato in Racconto: Un giorno con tanta voglia di non fare niente, il 1 ottobre 2011

Prima parte.

Un uccello sul ramo che canta nel mattino.

Lo sguardo rivolto verso est  al sole nascente.

Il sole che penetra tra le persiane brillando sui granelli di polvere.

Il cielo trasparente che occhieggia dalla finestra.

L’assenza di nubi a rompere l’orizzonte.

Un uomo che si sveglia alla nuova giornata.

S’alza e apre la finestra.

L’aria pulita, che nella notte s’è rinnovata, penetra fresca  nei polmoni dilatandoli.

Rimane affacciato per qualche minuto come inebetito da tanto splendore.

Ma è una giornata di lavoro come tante, ore 7,00.

Ha un ora per prepararsi, uscire ed arrivare al lavoro.

Ma il nostro amico proprio non ne ha voglia; non ha voglia di rinchiudersi in un ufficio.

Tra carte e computer o sotto un capannone, tra macchinari nel caldo e nel rumore assordante.

Non ha voglia di parlare con i suoi colleghi sempre pronti a scherzi pseudo innocenti.

Non ha voglia d’impegnarsi, insomma!

Dopo breve riflessione, sognando lidi migliori ispirati dal giovane giorno, decide che forse val la pena di fare qualcos’altro che lavorare.

Manda tutto e tutti a quel paese, oggi, il nostro amico.

Si rimette a letto di nuovo.

Si rialza con calma, si rade a dovere come dovesse andare in discoteca. Invece della tuta o della cravatta, si mette comodi vestiti da passeggio.

Fa con calma la colazione mentre ascolta le notizie alla tv (cosa che non fa mai, guardare la tv intendo)

 

Dopo la colazione prepara il caffè, lo beve e si mette comodo sul divano a fumarsi una sigaretta.

Rimane inebetito davanti allo schermo. Un po’ segue un po’ s’addormenta. Non s’accorge del tempo che passa. 

Temporeggia e riflette; che cazzo faccio adesso? In fondo, il nostro amico mica è uno che se la spassa! Certo, gli piace divertirsi,ma di solito lo fa al sabato sera.

Poi, di colpo s’alza. Si risiede, s’alza di nuovo. Non si sente sicuro della scelta.

Riflette ancora. Ma su cosa? Quando non si ha voglia non si ha voglia! Eh cazzo!

Finalmente si decide. Esce di casa felice d’aver finalmente detto no.

Forse la prima volta in vita sua che dice no, ma no acosa?

Al lavoro, stupido! Alle convinzioni, alle abitudini, al dovere.

A tutto ciò che tiene legato l’uomo alla necessità sociale - non a quella necessità naturale a cui ogni essere è soggetto.

Continua.

   


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permalink | inviato da verduccifrancesco il 1/10/2011 alle 16:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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